Minestra di miglio leggera

Nutrizione, Ricette

Domenica abbiamo festeggiato l’Epifania e, con la “Befana”, si sono concluse queste due settimane di festeggiamenti con pranzi, aperitivi e cenoni.

In genere questo è il periodo dei buoni propositi…dieta…palestra…

Come dico spesso i “danni” sul peso non si fanno tra Natale ed Epifania, ma tra l’Epifania e il Natale, quando non abbiamo corrette abitudini alimentari ed un corretto stile di vita; può essere però sicuramente utile mangiare leggero per qualche giorno, per aiutare il corpo a smaltire gli eccessi alimentari delle festività; per questo ho scelto questa ricetta semplice, gustosa e al tempo stesso leggera.

Minestra di miglio leggera

Ingredienti per quattro persone:

2 cipolle, 2-3 cucchiai di olio extravergine di oliva, 80 gr di miglio, maggiorana, peperoncino rosso in polvere, sale, 2 carote, 2 cucchiai di shoyu, lievito alimentare in scagliette.

Procedimento

Saltare leggermente con l’olio le cipolle sbucciate e affettate sottilmente; aggiungere il miglio lavato e scolato e tostarlo per qualche istante mescolando con un cucchiaio di legno.

Unire 1 litro di acqua calda, aromatizzare con la maggiorana e del peperoncino in polvere, coprire con un coperchio e fare bollire a fiamma molto moderata per una ventina di minuti circa.

Pulire le carote, grattuggiarle nella pentola poco prima di toglierla dal fuoco e infine insaporire con lo shoyu.

Servire con del lievito spoverato sui piatti.

Questa è la ricetta originale, tratta da “Il cucchiaio verde” – Giunti Demetra Edizioni

Di seguito è possibile vedere come l’ho eseguita, premetto che ho fatto qualche piccola variazione: la cipolla non l’ho fatta saltare in olio ma ho preferito farla stufare in acqua. Non ho usato il peperoncino perchè avevo mal di gola e non sarei riuscita a mangiarla e non ho usato nè lo shoyu nè il lievito alimentare in scaglie perchè non mi piacciono.

Lo shoyu è la cosìdetta “salsa di soia”, un condimento molto utilizzato in Giappone; è ottenuto dalla fermentazione della soia e contiene anche una percentuale di grano tostato, pertanto non è adatto a chi è intollerante al glutine. Ha un gusto delicato e si presta particolarmente per le preparazioni a crudo. In commercio si trova anche il tamari che ha un gusto più deciso e forte, non contiene glutine ed è molto ricco di sale: meglio non abbondare nell’uso.

 

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