Corrette associazioni alimentari vs conteggio delle calorie

E’ più importante, anche nell’ottica di perdere peso, mettere in atto corrette associazioni alimentari oppure limitarsi ad un semplice calcolo delle calorie?

Lo spunto per scrivere questo articolo mi è arrivato dopo aver visto un video, pubblicato su un social network, dove una ballerina di danza classica racconta come funziona la sua giornata alimentare, quello che mangia e come gestisce i vari pasti. In questo video la ballerina spiega che sta per iniziare la stagione lavorativa e che, accanto agli allenamenti in previsione della ripresa del lavoro, sta seguendo una dieta ipocalorica per tornare al suo peso forma; la protagonista spiega che il suo peso “forma” corrisponde a quello in cui si sente più atletica e quindi nella possibilità di esprimere al meglio le sue capacità espressive; per raggiungere il suo obiettivo di peso ha elaborato un procedimento sulla carta molto semplice: ha calcolato quanto è il suo fabbisogno energetico, tenendo conto peso, altezza, età, sesso e attività fisica (come fa il nutrizionista durante o dopo il colloquio), ha poi calcolato quante calorie deve assumere durante il giorno per arrivare al raggiungimento del suo obiettivo di peso corporeo entro tre settimane e, fatto questo, ogni giorno calcola con estrema precisione le calorie assunte, conoscendo l’apporto calorico di ogni alimento o ricavandolo dalle tabelle nutrizionali sulle confezioni.

Non voglio assolutamente entrare nel merito nè del tema del peso forma nè della qualità dell’alimentazione di questa professionista, quello che mi ha colpito e che reputo possa trasmettere un messaggio distorto a chi la ascolta è che poco importa la qualità dell’alimentazione, la variabilità dei cibi e la loro genuinità: ne fa una sola e semplice questione calorica, di numero, non tenendo in considerazione che le calorie provengono da nutrienti diversi che, a loro volta, all’interno del nostro corpo svolgono ognuno funzioni fondamentali diverse.

Prendo quindi spunto da questo video per parlarvi dell’importanza di imparare ad associare correttamente gli alimenti, perchè seguire una dieta non è un semplice computo calorico. Per fare questo ho pensato che la modalità più semplice fosse la pratica; ho postato sulla mia pagina Facebook una settimana alimentare tipo che ho seguito personalmente e vorrei rivederla tutta insieme con voi.

Vediamo le giornate nel dettaglio e, se volete, potete confrontarle con l’immagine del piatto sano che trovate all’inizio di questo articolo. L’immagine che ho inserito è stata creata dalla Harvard Medical School.

  • GIORNO 1: pranzo insalata di riso con uovo e verdure crude miste; cena straccetti di petto di pollo con zucchine e pane
  • GIORNO 2: pranzo involtini di bresaola ripieni di carote e insalata con contorno di verdure crude miste e pane; cena pasta con sugo di zucchine e gamberetti
  • GIORNO 3: pranzo insalatona con verdure miste, salmone e crackers; cena pasta e fagioli
  • GIORNO 4: pranzo piatto “poke” con riso, verdure crude miste, fave; cena petto di pollo alla pizzaiola con pane e asparagi cotti al vapore
  • GIORNO 5: pranzo frittata di zucchine con contorno di pomodori e gallette di mais; cena pasta con sugo di pesce spada e pomodorini
  • GIORNO 6: pranzo insalatona di verdure miste e tonno in scatola; cena pizza
  • GIORNO 7: pranzo burger di tacchino con contorno di zucchine e gallette di mais; cena pasta e fagioli

La frequenza settimanale del consumo degli alimenti proteici corrisponde a:

  • uova 2 volte
  • carne bianca 3 volte
  • salumi 1 volta
  • pesce fresco 3 volte
  • pesce conservato 1 volta
  • legumi 3 volte
  • formaggio 1 volta

I carboidrati sono sempre stati presenti ad ogni pasto; non ho variato tantissimo avendo alternato il frumento con il riso e le gallette di mais, su questo aspetto consiglio di fare attenzione cercando di alternare ai cereali più noti anche altri come il grano saraceno o la quinoa o l’amaranto ad esempio. E’ sempre stata presente la verdura, cruda o cotta e come condimento ho sempre usato olio EVO a crudo. Ogni pasto è quindi strutturato proprio come nell’immagine del piatto sano: cereali integrali, proteine salutari e verdura; come bevanda l’acqua e l’olio extravergine di oliva come condimento. La frutta, che nel piatto sano della Harvard Medical School entra a far parte della composizione del piatto, io preferisco lasciarla come spuntino a metà mattina e metà pomeriggio, sempre associata a della frutta secca, come mandorle, noci o nocciole.

Il messaggio che vorrei comunicare è che questo è un esempio di settimana alimentare varia ed equilibrata, dove è presente una buona variabilità di fonti proteiche e verdure, discreta per i cereali. Solo variando il più possibile ci garantiamo un corretto apporto di nutrienti limitando il rischio di incorrere in carenze nutrizionali o anche in intolleranze alimentari.

E’ possibile anche perdere peso seguendo una settimana di questo tipo?

Si è possibile; il calo di peso dipende da diversi fattori non solo esclusivamente da un semplice conteggio calorico di cui parlavo all’inizio di questo articolo. Il calo ponderale dipende anche da una variazione più o meno importante delle proprie abitudini alimentari che più saranno consolidate nel tempo, più a lungo sarà possibile mantenere l’obiettivo di peso raggiunto. Non da ultimo ricordiamo che cambiamenti delle proprie abitudini alimentari vanno associati a modifiche del proprio stile di vita, facendo sì che diventi il più attivo possibile. E’ quindi SEMPRE importante associare ad una corretta alimentazione una adeguata attività fisica.

Spero che questo articolo possa essere di spunto per impostare un menù settimanale che soddisfi non solo le vostre esigenze nutrizionali ed energetiche ma anche il vostro palato!!

Lascia un commento